Logroño

Bosque de Chopo: un’isola climatica urbana in legno per lo spazio pubblico

Bosque de Chopo è una proposta progettuale presentata per Concéntrico 25/26 – Open Calls, Urban Ecologies, all’interno del tema From Book to Action: The material and environmental. Il progetto nasce come risposta architettonica al problema delle ondate di calore nello spazio urbano, proponendo una struttura modulare, reversibile e replicabile capace di generare ombra, ventilazione naturale e nuove forme di socialità nello spazio pubblico.

L’intervento interpreta la piazza non solo come luogo di attraversamento, ma come ambiente da abitare. Attraverso una piccola architettura in legno ispirata alle chiome degli alberi, Bosque de Chopo costruisce una vera e propria isola climatica urbana, pensata per migliorare il comfort termico e favorire l’incontro tra le persone.

Un progetto per Concéntrico Urban Ecologies

Il bando Urban Ecologies di Concéntrico richiedeva soluzioni temporanee e adattive capaci di rispondere agli effetti del cambiamento climatico in città. L’obiettivo era immaginare tipologie replicabili, applicabili a diversi contesti urbani, in grado di migliorare il comfort termico e promuovere nuove forme di interazione sociale nello spazio pubblico.

In questo quadro, Bosque de Chopo propone una struttura leggera e reversibile che integra tre elementi fondamentali: ombra, ventilazione naturale e sedute pubbliche. Il progetto non interviene sullo spazio urbano in modo permanente, ma introduce un dispositivo architettonico temporaneo, smontabile e riconfigurabile, coerente con la logica delle Urban Climate Islands promosse dal bando.

La proposta si sviluppa a partire da una configurazione composta da tre moduli aggregati, capaci di generare circa 40 m² di ombra filtrata e di attivare uno spazio di sosta e relazione all’interno della città.

Una piccola foresta urbana artificiale

Il nome Bosque de Chopo, letteralmente “bosco di pioppo”, sintetizza il concept del progetto. L’intervento si ispira alla forma degli alberi: i sostegni verticali richiamano i tronchi, mentre le coperture esagonali traforate reinterpretano le chiome.

Questa immagine non è soltanto formale. La struttura funziona come un sistema di protezione climatica: blocca la radiazione solare diretta, filtra la luce e consente la circolazione dell’aria. La copertura perforata produce un’ombra leggera e dinamica, capace di trasformare la pavimentazione in una superficie viva, attraversata da trame luminose che cambiano durante la giornata.

L’architettura diventa così un dispositivo ambientale. Non si limita a occupare lo spazio pubblico, ma lo rende più confortevole, più riconoscibile e più abitabile.

Ombra, comfort e ventilazione naturale

Uno degli obiettivi principali del progetto è la mitigazione del calore urbano. La geometria della copertura è pensata per schermare la radiazione solare diretta e, allo stesso tempo, per favorire il ricambio d’aria attraverso la ventilazione naturale.

La proposta lavora quindi su una strategia passiva: non introduce sistemi tecnologici complessi, ma utilizza forma, materiale e orientamento della struttura per migliorare le condizioni microclimatiche dello spazio pubblico. La copertura genera ombra filtrata, mentre la conformazione aperta favorisce la ventilazione e il movimento dell’aria.

In questo senso, Bosque de Chopo può essere letto come una piccola infrastruttura climatica: un elemento urbano capace di offrire protezione, comfort e permanenza in un contesto sempre più segnato dagli effetti del cambiamento climatico.

Una struttura per la socialità

Alla base dei moduli sono integrate sedute lignee che trasformano la struttura in un luogo abitabile. La seduta non è un elemento aggiunto successivamente, ma parte integrante del sistema architettonico.

Questa scelta consente di trasformare una zona di passaggio in un punto di incontro comunitario. Le persone possono fermarsi, attendere, conversare o semplicemente sostare all’ombra. Il progetto lavora quindi su una dimensione sociale oltre che climatica: migliora il comfort dello spazio pubblico e, allo stesso tempo, favorisce nuove modalità di relazione.

La struttura diventa una micro-architettura urbana: non un semplice arredo, ma un dispositivo capace di attivare la piazza e di renderla più accogliente.

Materialità: il pioppo come scelta progettuale

Il progetto è pensato per essere realizzato principalmente con Garnica Efficiency Poplar, materiale indicato dal bando Concéntrico. Si tratta di pannelli in pioppo europeo sostenibile, nel formato 2500 × 1220 × 25 mm, caratterizzati da leggerezza, qualità e facilità di taglio.

La scelta del pioppo non è casuale. Il bando sottolinea il ruolo del legno nella circular economy, in quanto materiale rinnovabile, riciclabile, riutilizzabile e biodegradabile. Inoltre, richiama la tradizione delle piantagioni di pioppo lungo il fiume Ebro e i suoi affluenti, evidenziando il legame tra materiale, paesaggio produttivo e cultura locale.

Nel progetto, il legno assume quindi un doppio valore: da un lato è materiale costruttivo leggero e facilmente lavorabile; dall’altro diventa elemento identitario, capace di connettere la struttura al paesaggio e alla memoria materiale del territorio.

Assemblaggio a secco e reversibilità

Dal punto di vista costruttivo, Bosque de Chopo è concepito come una struttura lignea autoportante, assemblata a secco attraverso unioni meccaniche, viti e incastri.

Il sistema non prevede adesivi permanenti né fondazioni in calcestruzzo. La struttura è stabilizzata dal proprio peso e dal peso degli utenti, secondo una logica di zavorramento per gravità. Questa scelta garantisce un’elevata reversibilità e consente di montare, smontare, spostare o riconfigurare l’intervento senza alterare in modo permanente il suolo urbano.

La reversibilità è uno degli aspetti centrali del progetto. In un contesto urbano contemporaneo, soprattutto quando si lavora su spazi pubblici storici o sensibili, la possibilità di intervenire senza trasformazioni irreversibili rappresenta una qualità fondamentale.

Modularità e replicabilità

Bosque de Chopo è pensato come un sistema scalabile. Il singolo modulo può funzionare come rifugio puntuale o piccola area di sosta; tre moduli generano la configurazione proposta per Concéntrico, con circa 40 m² di ombra filtrata; una serie più ampia di moduli può invece costruire una rete urbana di isole climatiche per piazze, parchi e grandi spazi aperti.

Questa capacità di adattamento risponde direttamente ai criteri del bando, che valutava l’adattabilità, la replicabilità, il comfort ambientale, l’ecologia urbana, la dimensione comunitaria e il ciclo di vita dei materiali.

Il progetto non è quindi pensato come un oggetto isolato, ma come una possibile tipologia urbana: una soluzione trasferibile, adattabile e ripetibile in diversi contesti climatici e spaziali.

Una lanterna urbana per la notte

Durante il giorno, la struttura produce ombra e comfort climatico. Di notte, cambia carattere.

L’illuminazione integrata valorizza i sostegni verticali, la geometria della copertura e le sedute, trasformando Bosque de Chopo in una vera e propria lanterna urbana. La luce non è trattata come un elemento secondario, ma come parte del linguaggio architettonico del progetto.

La struttura diventa così un presidio luminoso nello spazio pubblico: rende la piazza più riconoscibile, più sicura e più attiva anche nelle ore serali.

Architettura leggera per la città contemporanea

Bosque de Chopo affronta un tema centrale per la città contemporanea: come rendere gli spazi pubblici più abitabili in un contesto climatico sempre più estremo.

La risposta progettuale non passa attraverso grandi trasformazioni urbane, ma attraverso una struttura leggera, temporanea, reversibile e replicabile. Il progetto dimostra come anche un intervento di piccola scala possa incidere sulla qualità dello spazio pubblico, offrendo ombra, seduta, ventilazione, luce e occasioni di incontro.

Il valore della proposta risiede nella sua chiarezza: una struttura in legno, ispirata agli alberi, costruita con un sistema a secco, pensata per generare comfort climatico e socialità. Una piccola architettura urbana che interpreta lo spazio pubblico come luogo di relazione, cura e adattamento ambientale.

Bosque de Chopo non è solo una copertura. È un dispositivo climatico, sociale e urbano: una piccola isola di comfort all’interno della città.

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