The Sacred Enclosure: Menzione Speciale al Belvedere Chapel 2026

Render della cappella circolare in legno tra le rovine del Castello di Montereale Valcellina.

The Sacred Enclosure è una cappella a cielo aperto concepita per la sommità panoramica del colle del Castello di Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone. La proposta di VBH Restauri, firmata dall’architetto Vincenzo Biancamano e dalla dott.ssa in Architettura Michela Mele, ha ricevuto una Menzione Speciale al concorso Belvedere Chapel 2026, promosso da Aurea Competitions.

Con una superficie di poco superiore a 23 metri quadrati, lo spazio è pensato per accogliere da quattro a sei persone. La dimensione contenuta sostiene un’esperienza intima di sosta e contemplazione. L’apertura verso il cielo mette in relazione l’interno con la luce del giorno e con le stelle, facendo del tempo e della natura una parte dell’esperienza architettonica.

Il luogo e il tema del concorso

Il brief di Belvedere Chapel propone una riflessione sul significato contemporaneo del sacro: uno spazio di raccoglimento capace di parlare a persone di credo diverso attraverso luce, materia, proporzioni e relazione con il paesaggio. Il programma richiedeva una cappella di 20–60 m² per circa 4–12 persone. La proposta di VBH Restauri interpreta questo tema nella scala più raccolta, con poco più di 23 m² e quattro–sei posti.

Il colle del Castello si colloca tra la pianura friulana e l’area prealpina, con vedute verso Montereale Valcellina, i Magredi e il lago di Ravedis. Come ricorda il brief, il complesso è documentato già nel XIII secolo e aveva una funzione difensiva e di controllo del territorio. Oggi le murature superstiti, tra cui quattro setti disposti secondo un impianto quadrangolare, conservano la memoria di quella presenza.

La fotografia aerea dei materiali di concorso documenta il luogo prima dell’inserimento immaginato: le rovine, la vegetazione e la pendenza del colle sono il punto di partenza della ricerca progettuale. Il bando richiedeva di preservare i resti murari e di mantenere il nuovo edificato entro i limiti del lotto, lasciando libertà nel modo di interpretare il rapporto con le preesistenze.

Fotografia aerea dello stato attuale delle rovine del Castello di Montereale Valcellina, con vegetazione e alveo del Cellina sullo sfondo.
Stato attuale del sito. Fotografia aerea dai materiali del concorso Belvedere Chapel.

Il cerchio tra le rovine del Castello

Il progetto si inserisce all’interno dell’impianto quadrangolare delle murature medievali, nel rispetto del vincolo di non demolizione delle rovine. Alla consistenza irregolare e stratificata del recinto storico si accosta la geometria circolare della nuova cappella: due forme autonome che rendono leggibile il rapporto tra memoria e contemporaneità.

La topografia è parte della composizione. Un basamento massivo emerge dal pendio e si adatta all’andamento naturale del terreno, ancorando la cappella al colle. Il rapporto con il panorama si estende alle alture prealpine, all’alveo del Cellina e al lago di Ravedis. La piccola architettura diventa così un punto di riferimento raccolto dentro un paesaggio di grande ampiezza.

L’ingresso a spirale come soglia

Il percorso di accesso introduce gradualmente alla cappella attraverso un ingresso a spirale. La sua geometria rallenta il passo e impedisce una penetrazione diretta nello spazio centrale. L’avvicinamento diventa una soglia fisica e mentale: accompagna il visitatore dal paesaggio esterno a un ambiente protetto, predisposto al silenzio.

La pianta rende evidente questa sequenza. Il recinto si avvolge attorno al centro e costruisce una breve transizione prima dell’arrivo alla seduta e all’albero. Il movimento del corpo partecipa quindi alla definizione dello spazio contemplativo, insieme alla materia e alla luce.

Pietra locale e larice

Il linguaggio costruttivo si fonda sul rapporto tra il peso della pietra e la leggerezza dello schermo ligneo. Il basamento in pietra locale, dalla superficie materica, lega il nuovo intervento alla conformazione del sito e richiama i temi della terra e della memoria. Sopra questa base si sviluppa una fitta successione di elementi verticali in larice, che definisce l’involucro della cappella.

Il legno è previsto con una finitura a olio naturale dalle tonalità calde color miele. La sua superficie accoglie la luce della valle e contribuisce a un’atmosfera interna raccolta. La regolarità degli elementi verticali si confronta con la tessitura delle antiche murature, mantenendo riconoscibile il carattere contemporaneo della nuova architettura.

L’albero centrale e la luce del mattino

Il santuario rimane privo di copertura. Nel centro geometrico del recinto è previsto un giovane albero solitario, inteso come asse vivente tra terra e cielo. La relazione di progetto prevede la sua messa a dimora dopo la rimozione dell’albero esistente, consentita dalle linee guida del concorso: una scelta della proposta, da leggere nel suo contesto concorsuale.

Sulla parete orientata a est, l’intersezione di un’apertura verticale e di una orizzontale disegna un taglio cruciforme. La luce del mattino attraversa questo varco e penetra nel recinto, orientando la percezione dell’interno. Una seduta ricavata nella pietra locale, rivolta verso questa direzione luminosa, invita a raccogliersi attorno all’albero e a rivolgere lo sguardo al cielo.

Render interno della cappella con albero, seduta in pietra e luce attraverso l’apertura a croce.
L’interno della cappella: il taglio di luce a est, la seduta in pietra e l’albero centrale. Render di progetto.

La dimensione spirituale è affidata soprattutto a queste relazioni elementari: il riparo del recinto, il contatto con la materia, la presenza dell’albero e la variazione della luce. Pur nella riconoscibilità dell’apertura a croce, la proposta ricerca un’esperienza di contemplazione universale, accessibile indipendentemente dall’appartenenza confessionale.

La tavola di concorso

La tavola riunisce l’inquadramento del sito, i quattro temi del concept — spirale, geometrie annidate, rapporto tra basamento e involucro, sezione territoriale — e gli elaborati di pianta, sezione e prospetto. Il disegno permette di leggere insieme l’organizzazione dello spazio e l’inserimento della cappella nel profilo del colle.

Tavola di concorso con concept, pianta, sezioni, prospetti e render di The Sacred Enclosure.
Tavola di concorso — codice 10268. Clicca per consultare l’elaborato ad alta risoluzione.

Il riconoscimento e la rassegna stampa

L’attestato ufficiale rilasciato da Aurea Competitions a Pordenone il 5 ottobre 2026, intestato a Michela Mele, certifica la Special Mention per il progetto The Sacred Enclosure.

Consulta l’attestato ufficiale della Menzione Speciale (PDF) ↗

The Sacred Enclosure è una proposta concettuale sviluppata per un concorso senza finalità realizzative. Non è un progetto approvato né un intervento programmato sul Castello. La Menzione Speciale al Belvedere Chapel 2026 si riferisce a questa ricerca progettuale.

Il progetto è stato raccontato da Nordest24 in un articolo di Gabriele Mattiussi pubblicato il 14 ottobre 2026, disponibile anche nella sezione Press di VBH Restauri.

Leggi l’articolo su Nordest24 ↗

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